Situazione

Il movimento cooperativo ha la necessità di operare in maniera efficiente sul mercato sfruttando le economie di scala su entità di maggiori dimensioni. Questo attraverso la razionalizzazione delle realtà esistenti sul territorio provinciale e delegando parzialmente  la gestione del loro apparato amministrativo salvaguardandone gli ideali originari. 

La piccola cooperativa nata all'ombra del campanile e limitata nelle dimensioni territoriali ed economiche, non ha più la forza sufficiente per crescere e svilupparsi in una società sempre più globalizzata. L’uso "a tempo pieno" di attrezzature ed impianti messi a disposizione da organizzazioni commerciali moderne, in grado di spaziare su grandi aree, hanno favorito forme di aggregazione a livello di secondo grado ed associazioni di produttori.  
 
Significativo in questo senso è il “Progetto strategico” di Melinda che ha come obiettivo finale una radicale riorganizzazione delle strategie di lavorazione delle mele da parte delle cooperative della Val di Non attraverso la concentrazione in un numero ristretto di strutture territoriali della manipolazione e lavorazione della frutta. Forme di collaborazione o di condivisione di processi produttivi stanno nascendo anche nel comparto viticolo come ad esempio tra CAVIT e Cantine Mezzacorona. Al riguardo la Giunta provinciale ha approvato significativi progetti volti a concretizzare, anche con il sostegno finanziario, l’affermarsi di queste spinte evolutive di aggregazioni per settori produttivi omogenei.

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