Bevande analcoliche distilla...

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La distillazione nella nostra terra ha un’origine assai antica e da secoli ha assunto importanza tale da essere oggetto di proclami e regolamenti da parte della pubblica autorità, come testimoniato, ad esempio, dal "Proclama in materia de vini, vernazze et aquevite forastieri", del 7 agosto 1697, emanato dal Magistrato Consolare di Trento al fine di combattere il contrabbando, o dal Regolamento del 1757 relativo alle disposizioni che dovevano essere osservate nelle Magnifiche Comunità del Vicariato di Cembra.
Del resto, distillare o alambiccare sono due termini assai noti alle genti delle valli Trentine, dove, nel passato anche non tanto remoto (in particolare tra le due guerre, negli anni della "grande fame"), ottenere pochi litri di grappa da vendere ha garantito la sopravvivenza di intere famiglie.
In una giornata favorevole si riusciva ad ottenere un guadagno netto di 25 lire vendendo a 10 lire al litro la grappa, che veniva a costare circa 93-95 lire la "bandela" e si trattava di una bella somma, se si considera che a quell’epoca il salario di un operaio per un’intera giornata di lavoro era di 10 lire, che un pasto costava una lira e mezzo, che il vino era precipitato a 22 lire l’ettolitro e che il costo della farina era di 65-68 lire al quintale.
In tutto il Trentino, ma particolarmente nella Valle di Cembra, esiste una letteratura orale ricca di cronache, episodi ed aneddoti legati alla storia della produzione di grappa, dove tutti erano coinvolti, anche donne e bambini, ai quali era affidato il momento forse più importante e delicato, dovendo affrontare la fase dello smercio.
Un sorso di grappa, inoltre, secondo una convinzione mai tramontata, non solo aiutava boscaioli, minatori, cavatori e contadini a sopportare i rigori invernali, ma poteva anche guarire le malattie. Ancora oggi, in molti casi, la gente delle nostre valli prepara degli infusi con grappa ed erbe selvatiche o radici oppure scorze di piante dalle proprietà interessanti.
Il sociologo Umberto Raffaelli ha raccolto alcuni aneddoti sull’uso della grappa, nel costume trentino, e nel suo volume sono riportate alcune ricette medicamentose, che risalgono al XVII secolo, come, ad esempio, "Al dolor dei denti: piglia polver di garofoli, mel (miele) rosato, acquavita in parti uguali e mettile in una pignatina e falle bollire, poi piglia della detta composizione calda in bocca da quel lato dove ti duole il dente e tienla così per aliquanto spatio e lavatratti il dolore". (Alessio "De Secreti" 1630).

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