Paste fresche e prodotti del...

IN FASE DI AGGIORNAMENTO

Le prime origini del pane, il prodotto base della nostra alimentazione, risalgono alla preistoria, al periodo neolitico, quando ebbe inizio la pratica dell’agricoltura e della pastorizia e, come documentato da numerosi reperti archeologici, l’uomo già macinava ed impastava cereali in forma simile a focacce, che cuoceva sulla brace o sotto la cenere.La certezza della sua apparizione si può ascrivere agli Egizi, ma i veri creatori furono i Greci, che potevano vantare 70 qualità diverse di pane e i Romani ne curarono ulteriormente le fasi e arrivarono ad organizzarne la consegna a domicilio.
Per la sua importanza è divenuto sinonimo di alimento base (“dacci oggi il nostro pane quotidiano”) ed è richiamato in numerosissimi proverbi e detti popolari, anche nel Trentino, dove numerosi statuti e proclami ne regolamentavano in modo severo la produzione e la vendita.
Nello Statuto di Trento, ad esempio, erano previste tre qualità di pane l’“albo fiorato”, il “pane di segale” ed il “pane todesco” (ma, accanto a questi tipi tradizionali, se ne vendevano anche diversi altri tipi come la “bina”, la “ciopa de pan taià”, il “pan de navesela”, il “pan bufet”, il “pan casalin”, il “pan con l’ua passa e boter”, il “pan co l’oi”, ecc.) e veniva ordinato ai fornai (“pistori”) ed a tutti coloro che vendevano il pane di “procurare che venghi fatto il pane veniale ben cotto e consumato a sufficienza per le persone abitanti in Trento e nel suo Distretto”; ogni forma di pane inoltre doveva essere messa in vendita secondo il prezzo stabilito dal Magistrato Consolare e per coloro che contravvenivano alle norme erano previste pene assai severe.
Sono inoltre assai numerose le usanze sull’uso del pane anche in circostanze particolari della vita: ad esempio, nel Primiero la donna che aveva dato alla luce un figlio, quando si recava in chiesa per la consueta benedizione, doveva offrire alla prima persona che incontrava per strada “’na man de pan”, ossia un grosso pane di gramola, o “ciopa” e, nella Valle di Non, in occasione della cena funebre, venivano distribuite a tutti i poveri del villaggio delle speciali confezioni di pane, chiamate “tronde”.
Il pane, se non consumato fresco, può essere impiegato per la confezione di pietanze particolarmente gustose e di lunga tradizione nella nostra cucina popolare, come gli strangolapreti ed i canederli (nell’impasto dei quali veniva utilizzato “tutto quello che dei salumi era avanzato”).

Nella lista qua sotto pubblicata sono contrassegnati da un (*) i prodotti che sono contenuti nell' Elenco prodotti D.O.P., I.G.T. e S.T.G. aggiornato al 24 giugno 2016, come pubblicato sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

ELENCO PRODOTTI:

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