Mercato Fondiario

Il mercato fondiario, con prezzi proibitivi o remunerativi a seconda dei punti di vista, sicuramente sganciati dalla attuale redditività degli appezzamenti, ha presentato, per il recente passato, un buon dinamismo. Attualmente il mercato fondiario si presenta in fase di stagnazione nelle aree frutticole, con prezzi in lieve flessione e stabili nelle aree viticole. Solo la zona asta Adige, per fattori diversi di quello della produttività fondiaria, legati alla pressione urbanistica e ai remunerativi prezzi degli espropri, ha registrato un aumento in percentuale dei prezzi dei terreni.
  
A fine annata agraria si è notato un certo raffreddamento nelle transazioni in generale e sono risultate diminuite nel numero, ma stabili negli importi, le domande di intervento finanziario agevolato che saranno istruite e ammesse a finanziamento nel 2006.
Gli obiettivi prefissati, di favorire l’inserimento dei giovani nelle aziende agricole e di stimolare la ricomposizione e la ristrutturazione fondiaria, in parte sono stati raggiunti, anche se la complessività delle problematiche in continuo, dinamica evoluzione, non permetterà il loro pieno conseguimento. E’ auspicabile che anche in futuro l’azione pubblica sia incisiva e sia promotrice di progetti di grande respiro per quanto riguarda le attese dei giovani e delle aziende e sappia dare risposte precise in tema di “turnover” generazionale e di frammentazione fondiaria.

Nel 2005 circa 200 aziende hanno perfezionato operazioni di acquisto fondi rustici, proposte per ¾ da giovani sotto i quaranta anni per oltre 190 ha di superficie, potendo contare su finanziamenti agevolati. I mutui di 15 annualità, stipulati nel 2005, sono risultati particolarmente agevolati con un tasso a carico fisso al mutuatario, se giovane con meno di 40 anni, pari all’1,5%. L’intervento contributivo, per le pratiche provenienti dalle zone svantaggiate, si è ulteriormente ridotto attestandosi al di sotto del 20% della spesa ritenuta ammissibile, questo per l’abbassarsi dei tassi di interesse, trattandosi di un intervento calcolato sulla capitalizzazione degli eventuali interessi di analoga pratica mutuo. In considerazione del momento di difficoltà che sta interessando il settore frutticolo, c’è la richiesta di poter stipulare mutui di durata superiore ai quindici anni in modo che le aziende siano in grado di far fronte più facilmente all’onere del pagamento delle rate contando su una diluizione dell’ammortamento.
Anche per il motivo della pesante incidenza delle rate, l’Ufficio ha attivato una procedura e ha collaborato nell’istruttoria relativamente a 2 pratiche di acquisto fondi rustici impegnative negli importi richiesti presso l’ISMEA. Tale procedura prevede un finanziamento trentennale a un tasso del 2% con acquisto da parte dell’ISMEA e l’imposizione del riservato dominio a favore del proponente la pratica di acquisto.

Nel 2005 è proseguita l’applicazione della delibera della G.P. 12338/98 che, in considerazione della particolare situazione dei mercati finanziari che hanno registrato una sensibile diminuzione del costo dei finanziamenti, prevede: 

  • la rinegoziazione delle condizioni di onerosità dei finanziamenti nel comparto agricolo e in particolare per l’acquisto di fondi rustici;
  • l’estinzione anticipata dei finanziamenti e la corresponsione delle agevolazioni previste.

L’Ufficio, che tra i suoi compiti ha quello di predisporre le tabelle dell’equo canone per l’apposita Commissione, è stato coinvolto e ha dovuto attivamente impegnarsi in relazione ai riflessi della sentenza dell’ 01.07.2002 n.318 della Corte Costituzionale che ha decretato la illegittimità degli articoli  9 e 62 della L. 203/82 relativi al calcolo dell’equo canone di affitto.

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