Apicoltura

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L'apicoltura in Trentino

In provincia di Trento il patrimonio apistico è curato in gran parte da hobbisti e semiprofessionisti, in aziende di piccole dimensioni, non specializzate e diffuse sul territorio: pochi sono i professionisti e coloro che praticano il nomadismo.

Situazione sanitaria 

Dai dati epidemiologici, forniti dalla competente struttura veterinaria dell´Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, risulta che l'infestazione da varroa, è presente su tutto il territorio provinciale ormai  in modo endemico. L´esperienza acquisita dagli apicoltori nella lotta, consente di tenere la parassitosi sotto controllo e garantire così non solo la sopravvivenza delle famiglie di api, ma anche una loro soddisfacente produttività. Tuttavia, il conseguente indebolimento delle famiglie delle api, ha determinato una recrudescenza di altre forme patologiche ed in particolare della peste americana.

Programma provinciale di attuazione del Regolamento (UE) n. 1308/2013 (del Parlamento Europeo e del Consiglio)

Grazie ai finanziamenti comunitari previsti dal Regolamento (UE) n. 1308/2013, si sono potute potenziare numerose azioni volte ad una più attenta valorizzazione del settore, in particolare, l'assegnazione di contributi per l'acquisto di arnie e carrelli o rimorchi per la pratica del nomadismo.

Legislazione

Con la delibera n. 1574 del 20 luglio 2012 la Giunta provinciale ha approvato il regolamento di esecuzione della legge provinciale 11 marzo 2008, n. 2 "Norme per la tutela e la promozione dell´apicoltura".

Con la delibera n. 363 del 9 marzo 2015 la Giunta provinciale ha nominato la Commissione apistica provinciale, come previsto dall'art. 14 della suddetta legge. 

Allegati

Ultimo aggiornamento: 2017-09-14 12:15


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