Effluenti zootecnici utilizz...

Gli effluenti zootecnici o reflui zootecnici sono l'insieme dei rifiuti prodotti da un allevamento di animali domestici e composti dalle deiezioni solide e liquide (feci e urina), da eventuali materiali solidi di origine vegetale usati come lettimi, da acqua di bevanda e di lavaggio, da resti di alimenti non utilizzati. (da wikipedia)

EFFLUENTI ZOOTECNICI, CHE FARE?

 

Da alcuni mesi sono in vigore nuove norme per l’utilizzo agronomico degli effluenti zootecnici e del digestato, fra le novità principali vi è l’obbligo, per le aziende che producono e utilizzano effluenti da allevamento, d'invio di un’apposita comunicazione; permane l’obbligo di predisporre un Piano di utilizzazione agronomica per chi possiede impianti di digestione anaerobica e per chi supera il limite di 340 kg di azoto al campo per ettaro all'anno; previsto anche un inasprimento dei divieti di utilizzazione agronomica dei liquami in prossimità degli abitati o su superfici con pendenza maggiore del 10%, nonché la necessità d'interramento se lo spargimento di liquami avviene su arativo in assenza di coltura. Il riferimento normativo è rappresentato dalla deliberazione di Giunta n. 1545 del 24 agosto 2018.

Qui di seguito una breve guida per la compilazione della documentazione.

 

Comunicazione: dove?

La comunicazione deve essere presentata dal titolare dell’azienda al Servizio Agricoltura della Provincia autonoma di Trento, tramite i Centri di Assistenza Agricola.

 

Comunicazione: quando?

La comunicazione deve essere presentata dal titolare/legale rappresentante dell'azienda almeno 30 giorni prima dell'inizio dell'attività di utilizzazione e, fatte salve le previsioni in materia di autorizzazione unica territoriale, deve essere rinnovata almeno ogni 5 anni dalla data di prima presentazione o di ultima modifica.

Le aziende devono segnalare tempestivamente ogni eventuale variazione di tipologia, quantità e caratteristiche delle sostanze destinate all'utilizzazione agronomica, nonché dei terreni oggetto di utilizzazione agronomici.

In caso di autorizzazione unica territoriale, la comunicazione ha effetto immediato dalla data di presentazione, fatto salvo il rispetto dei 30 giorni di cui sopra. I rinnovi e le variazioni hanno effetto immediato dalla data di presentazione della comunicazione.

Per variazioni sostanziali si intendono quelle che determinano una modifica degli adempimenti dovuti, come ad esempio il 20% delle superfici aziendali o del carico UBA (Unità bovine adulte) o del rapporto fra questi, fermo restando il non superamento dei limiti massimi dei quantitativi di azoto al campo ad ettaro.

 

Quantitativi di azoto e obblighi

  • Aziende esonerate: fino a 3.000 kg di azoto al campo. Ovvero aziende che producono, stoccano, trattano e/o utilizzano agronomicamente effluenti di allevamento corrispondenti ad un quantitativo di azoto “al campo” inferiore o uguale a 3.000kg/anno. L’impresa agricola esonerata dalla comunicazione nitrati, deve in ogni caso rispettare le regole generali, in particolare per quanto riguarda le regole relative alle strutture di stoccaggio, all’utilizzazione agronomica, al Trasporto. L’impresa agricola esonerata è soggetta a controllo a campione.
  • Comunicazione semplificata: da 3.000 kg di azoto al campo fino a 6.000 kg.
  • Comunicazione ordinaria: oltre i 6.000 kg di azoto al campo.
  • Piano di utilizzazione agronomica (PUA): obbligatorio per allevamenti con più di 500 UBA (Unità bovine adulte), aziende che possiedono impianti di digestione anaerobica, aziende soggette ad Aia - Autorizzazione integrata ambientale, aziende che intendono superare il limite di 340 kg Di azoto per ettaro per anno.

 

Calcolo dell’azoto prodotto in azienda

Il dato è necessario per chiarire in quale regime di comunicazione si trova il produttore.

Si tratta della produzione totale di azoto in azienda (kg) e si ottiene sommando l’azoto prodotto mediamente in un anno da ogni categoria animale presente in azienda; si fa riferimento ai capi presenti nella Banca dati nazionale e ai terreni presenti nei fascicoli aziendali.

Gli allevatori devono fornire le informazioni relative ai sistemi di allevamento e alle dimensioni degli stoccaggi degli effluenti (concimaie, vasche liquami, separatori).

 

Adeguamento delle strutture esistenti

L'iter di adeguamento degli stoccaggi delle strutture esistenti dovrà essere attivato entro 12 mesi dall’entrata in vigore della deliberazione di Giunta 1545/2018, ovvero entro l’11 gennaio 2020, ed i lavori dovranno essere ultimati entro il 31 dicembre 2020, salvo motivata proroga. Dove possibile, dovrà essere preferita la realizzazione di nuovi contenitori finalizzati al raggiungimento dei volumi richiesti, rispetto all’ampliamento degli esistenti.

 

Modulistica

Sul sito: www.modulistica.provincia.tn.it

All’argomento “agricoltura” e quindi “zootecnia” sono disponibili i modelli per comunicazione semplificata e comunicazione ordinaria, nonché il documento di trasporto e un fac-simile di contratto di cessione degli effluenti.

Ultimo aggiornamento: 2019-05-06 00:59


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