Principi del metodo

Zucche

Il metodo di produzione biologico mira ad ottenere e mantenere l’equilibrio nell’ ecosistema. Questo equilibrio poggia sulla gestione razionale dei diversi fattori che compongono il complesso sistema produttivo. L’agricoltore biologico deve conoscere il terreno che coltiva ed attuare le necessarie pratiche colturali, per mantenere nel lungo periodo una buona struttura ed una sufficiente dotazione di sostanza organica nel suolo, elementi che stanno alla base della sua fertilità. Nel terreno, la sostanza organica riveste un ruolo molto importante, perché permette lo sviluppo dei microrganismi che trasformano le diverse sostanze complesse presenti nel suolo in forme facilmente disponibili e assimilabili dall’ apparato radicale delle colture. Attraverso la pratica agronomica del sovescio (interramento tramite aratura della coltivazione arricchente), comunemente adottata in orticoltura, si fornisce sostanza organica di origine vegetale al terreno. Il sovescio è un' operazione utile anche in caso di rinnovo di un impianto arboreo in quanto consente di eliminare in maniera definitiva residui e tossine dovuti all’ impianto precedente, limitando così possibili diffusioni di patologie e manifestazioni tipiche dovute alla “stanchezza del terreno”. L’azienda biologica che coltiva piante annuali, deve adottare la tecnica agronomica della rotazione, alternando negli anni colture con esigenze nutrizionali diverse. Tale pratica consente la riduzione della diffusione di infestanti e parassiti e permette inoltre un miglioramento della fertilità del suolo. Per quanto concerne la realizzazione di impianti frutticoli e viticoli o di ortaggi e seminativi, il materiale di propagazione utilizzato deve essere anch’ esso ottenuto secondo il metodo dell’agricoltura biologica e debitamente certificato. Sono ammesse deroghe solamente per le piante momentaneamente non disponibili, previa comunicazione delle necessità al  Centro di sperimentazione e certificazione delle sementi (CRA-SCS). La difesa dalle avversità viene attuata in via preventiva, scegliendo le specie e le varietà più appropriate all’ ambiente interessato, perseguendo un corretto equilibrio vegeto-produttivo attraverso l’adozione di pratiche agronomiche e tecniche colturali adeguate (concimazione, irrigazione, potatura, carico produttivo sesti d’impianto...) ed utilizzando varietà resistenti alle malattie. Di fondamentale rilevanza è la salvaguardia degli insetti utili attraverso il mantenimento o il ripristino delle condizioni adatte al loro insediamento. Importante è la verifica della presenza degli organismi dannosi da effettuarsi attraverso un adeguato monitoraggio e intervenendo in difesa delle colture solo in caso di reale necessità, ricorrendo a sostanze antiparassitarie naturali e non di sintesi, ammesse dalla normativa che disciplina il settore (Regolamento CE 834/07 e successive modifiche e integrazioni).
L’azienda biologica mira a salvaguardare gli equilibri tra i diversi organismi viventi anche piantumando siepi e filari variamente composti con diverse speci (prugnolo, ligustro, carpino, corniolo, maggiociondolo, lantana, ecc.) allo scopo di offrire rifugio e nutrimento per tutti gli insetti utili, uccelli, rettili e piccoli mammiferi. Le siepi fungono anche da filtro trattenendo polveri e fumi e limitando l’effetto “deriva” di agenti esterni inquinanti, inoltre esse esercitano un’azione preventiva per la conservazione del suolo, limitando l’erosione idrica e ostacolando l’azione meccanica del vento. Attualmente è possibile presentare richiesta, mediante apposita modulistica, all’ Ufficio per le Produzioni biologiche per ottenere le piante con le quali costituire siepi ai margini dei campi coltivati.

 

 

 

 

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