D.O.P. Susina di Dro

©Marco simonini tratta dalla pubblicazione Atlante Prodotti Tradizionali Trentini

Descrizione.

La Denominazione di Origine Protetta “Susina di Dro” riguarda il frutto fresco delle cultivar di susine appartenenti al gruppo delle susine europee. Le varietà utilizzate sono Prugna Nera di Dro, Stanley, Lepotica, Katinka, Prugna d’Ente, Hauszwetsche. Le caratteristiche del prodotto: all’atto dell’immissione al consumo sono le seguenti: i frutti freschi devono essere interi, di aspetto fresco e sano, puliti, privi di sostanze ed odori estranei, di forma ovale, moderatamente allungata, con polpa compatta, ricoperti dalla caratteristica pruina biancastra. La colorazione tipica dei frutti freschi è con buccia di colore da rosso-violaceo a blu-viola scuro, con presenza di patina pruinosa, a volte con piccole superfici verdastre e polpa di colore giallo o verde-giallo. Le caratteristiche chimiche riguardano gli zuccheri con valore minimo alla raccolta di 9.0 °Brix e i polifenoli con valore minimo di 900 mg/Kg. Le caratteristiche organolettiche della “Susina di Dro” DOP si distinguono per un delicato gusto dolce-acidulo-aromatico e per la gradevole consistenza pastosa.

Territorio di produzione.

La zona di produzione della DOP “Susina di Dro”, è situata nella provincia di Trento ed è corrispondente alla porzione di Bacino Idrografico del Fiume Sarca per la parte ricadente nei seguenti Comuni:
Arco, Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Calavino, Cavedine, Fiavè, Dorsino, Drena, Dro, Lasino, Lomaso, Nago-Torbole, Padergnone, Riva del Garda, San Lorenzo in Banale, Stenico, Tenno, Terlago, Vezzano e Trento, quest’ultimo limitatamente alle frazioni di Cadine, Sopramonte, Sant’Anna, Vigolo Baselga e Baselga del Bondone.

Come si fa.

Le tecniche di coltivazione degli impianti coltivati atti a produrre la DOP “Susina di Dro” sono riconducibili a quelle tradizionali, che si sono mantenute costanti nel tempo, con l’obiettivo di mantenere il giusto equilibrio vegeto-produttivo e di conseguenza ottenere produzioni di elevata qualità. A tal fine i sistemi di allevamento adottati sono quelli a pieno vento o tipo Spindel a forma piramidale nei frutteti giovani con portainnesti a ridotta vigoria, con densità d’impianto non superiore a 2.500 piante/ettaro.Il mantenimento della struttura e della fertilità del terreno è prioritario per l’ottenimento di susine di elevato pregio qualitativo. Al fine di mantenere e accrescere la dotazione di sostanza organica, e di conseguenza la vitalità microbiologica dei terreni ed il necessario equilibrio nutrizionale, è obbligatoria la costituzione di un cotico erboso permanente tra i filari di susino, lasciando crescere l’erba, che poi verrà sfalciata e pacciamata sul luogo. Sono da ritenersi pratiche normali la pratica del diserbo lungo il filare, la concimazione minerale, la difesa fitosanitaria, l’irrigazione. Il controllo del carico produttivo viene eseguito attraverso una opportuna gestione delle operazioni di potatura. La potatura deve essere eseguita manualmente nel periodo compreso tra il primo ottobre e il trentun marzo. La raccolta viene effettuata esclusivamente a mano nei mesi di luglio, agosto e settembre, rispettando la scalarità di maturazione tipica dei diversi microclimi vallivi e collinari. Le susine denominate DOP “Susina di Dro” devono essere confezionate nella zona di produzione per evitare deterioramenti dei frutti ed ammuffimenti della massa.

Un po' di storia.

L’area agricola di produzione della DOP “Susina di Dro” già nel 1284 era definita con la dicitura “di Dro” come punto di riferimento storico-agricolo nei 42 capitolati delle Carte di Regola del “Piano del Sarca”. Successivamente il Massarello, segretario del Concilio di Trento (1545-1563), scriveva in merito a “le pruna provenienti dal castello di Riva” e che la produzione di quella frutta “non è accidentale o fuor dell’usato, ma ogni anno sempre maturano a quest’epoca ciocchè parve a tutti cosa assai maravigliosa”. Anche Agostino Perini in “Statistica del Trentino” confermava nel 1852 la coltivazione de “le brugne nere” in quell’area.
La susinicoltura industriale decolla nel 1911 con la costituzione del Consorzio Cooperativo “Lega dei Contadini del Bacino Arcense”, che già alla sua nascita contava 650 soci. Nel 1941 il suo Consiglio di Amministrazione si impegnò in un costoso ampliamento dei magazzini e nella realizzazione di un moderno impianto di essiccazione della “Susina di Dro” che all’inizio degli anni ’60 arrivò a produrre 150 tonnellate di prugne secche. L’uso del nome è testimoniato dai libri contabili.

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Consorzio la Trentina S.C.C. - Organizzazione Produttori - Via Brennero, 322 - 38121 Trento, Italia P.I: 01567880222

Tel. +39 0461 421575 / Fax: +39 0461 420011

info@latrentina.it

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A pag. 112 della pubblicazione Pat "Atlante dei Prodotti Agroalimentari Trentini"  viene proposta una ricetta particolare: "Canederli dolci", dove viene utilizzata la "Susina di Dro".

I canederli dolci non sono un prodotto tipico e tradizionale del Trentino. E' stata inserita questa preparazione in relazione alla recente attribuzione D.O.P. alla Susina di Dro. (vedi pagina 20 dell' "Atlante dei Prodotti Agroalimentari Trentini" ).

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